Ti è mai capitato di arrivare al punto di dover prendere una decisione importante - scegliere la facoltà universitaria, cambiare lavoro, trasferirti in un'altra città - e sentirti completamente paralizzato? Inizi le ricerche aprendo il computer, guardi varie opzioni e suggerimenti, ma subentra un'ansia sottile: una vocina nella tua testa ti sussurra: e se sbagli? Se non sei capace? Se te ne penti? Non sei abbastanza pronto! Rimani fermo, rimandi, procrastini, ed il tempo passa e con esso aumentano il senso di colpa e la frustrazione.
Se questa è una situazione che conosci e vivi, sappi che non sei "sbagliato" o pigro. Probabilmente ti ritrovi nel bel mezzo di un conflitto tra diverse parti di te: ognuna ha la sua voce e urlano tutte forte, ma difficilmente le riesci a sentire se non ti fermi a dar loro ascolto. Vediamo come possiamo chiamarle e distinguerle, attraverso i concetti dell'Analisi Transazionale.
I TRE PROTAGONISTI DELLA TUA MENTE
Secondo questo approccio, identifichiamo tre Stati dell'Io, che possiamo immaginare come tre spazi interni che ognuno di noi sviluppa nel tempo della vita; ogni spazio ha le sue proprie caratteristiche, ma a volte interagiscono e si relazionano tra loro. In Analisi Transazionale vengono chiamate Adulto, Genitore e Bambino.
Queste parti hanno le loro distinte e fondamentali funzioni per l'equilibrio individuale e sociale della persona, perciò ognuna col suo ruolo ti ha permesso finora di vivere la tua vita secondo ciò che senti, pensi, desideri, speri...
Come puoi distinguerle?
- Il Genitore: è l'insieme di tutte le regole, i riferimenti, i "si fa così" e "devi" che hai acquisito dalle figure di riferimento (genitori, insegnanti, società...). A volte ha una funzione positiva, che chiamiamo Affettiva, altre volte invece parla il Genitore Normativo e Critico: allora diviene rigido e severo.
- Il Bambino: è la parte più spontanea, emotiva e creativa, ma anche quella che conserva le insicurezze più infantili; di fronte ad una scelta importante, se si sente minacciato, si attiva come un Bambino Adattato: teme il giudizio ed il rimprovero, ha paura di fallire e deludere le aspettative.
- L'Adulto: è la parte che tiene conto degli aspetti logici, razionali, ma che considera anche i punti di vista del Genitore e del Bambino. Prende decisioni ponderate, valutando i pro e i contro, calcolando i possibili rischi e trovando soluzioni pratiche congeniali.
COSA SUCCEDE QUANDO TI BLOCCHI?
Quando ti senti bloccato succede che il tuo Genitore ed il tuo Bambino si ritrovano in un conflitto, mentre il tuo Adulto è momentaneamente silenziato. Davanti alla scelta importante, il Genitore Critico si attiva e ti dice che Avresti già dovuto fare questa scelta tempo fa, non sei in grado di farcela, cosa che spaventa molto il tuo Bambino, che si fa piccolo piccolo e agisce nell'unico modo che conosce in quella situazione ansiosa: si blocca. Preferisce non far nulla, piuttosto che rischiare di deludere il Genitore. L'Adulto potrebbe prendere parola e portare la sua voce più razionale, ma viene scalzato via ed ignorato.
RIATTIVARE L'ADULTO E SBLOCCARE LA SITUAZIONE
Uscire da questo blocco è possibile! Nel lavoro terapeutico puoi trovare l'equilibrio tra queste tre parti e dar loro voce senza "perderne" nessuna e riportando il comando al tuo Adulto. Come primo passo, puoi iniziare a riconoscere queste tre voci che ti ho presentanto, distinguendole e vedendole separatamente. Quando senti che provi ansia per una scelta importante, fermati e chiediti questa paura è legata ad un dato oggettivo della realtà (Adulto) o assomiglia di più alla paura di un bambino che teme di essere sgridato (Bambino)?
Un altro aspetto che può aiutarti è abbassare il volume del Genitore Critico: cambia le parole del tuo dialogo interno, trasformando il dovere rigido in possibilità. Ti sarà più semplice ascoltare il tuo Adulto e lasciarti guidare dalla logica e dalla riflessione. Sarà inoltre fondamentale dare un "permesso" al Bambino, che avrà bisogno di sentire che il tuo valore come persona non dipende dal tipo di università o dal successo lavorativo; gli servirà sentire che potrà anche provare, sbagliare, cambiare idea.
Vedere e chiarire le proprie dinamiche interne è il primo passo per poter prendere scelte adulte e sane, affrontando i blocchi legati all'ansia. Se cerchi qualcuno che possa accompagnarti in questo viaggio, puoi contattarmi e fissare con me un primo colloquio.
Bibliografia:
- Stewart, I., Joines, V. (2000). L'analisi transazionale. Guida alla psicologia dei rapporti umani. Garzanti.
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