Spesso ti metti a discutere con Partner per una leggerezza - i piatti da lavare, un vestito lasciato su una sedia, una risposta data in ritardo - e vi ritrovate, venti minuti dopo, a rinfacciarvi errori e ferite di tre anni prima, senza sapere come ci siete arrivati e con una sensazione di amarezza e confusione addosso?
Eccolo lì: quello è un "gioco".
In Analisi Transazionale chiamiamo gioco psicologico una situazione ripetitiva e distruttiva, che sembra proprio seguire una traccia già scritta e che finisce per confermare emotivamente qualcosa che viene dalla nostra storia personale e che ha poco a che fare con la situazione specifica del qui ed ora che vivi con Partner. Peccato però che, proprio per questo motivo, finisce con l'allontanarvi.
COME SI GIOCA IN COPPIA: UN ESEMPIO QUOTIDIANO
Ma come funziona un gioco? Possiamo individuare 3 fasi principali:
- L'esca: vedi che Partner è stanco e affaticato dalla giornata di lavoro, perciò, mosso da buone intenzioni, ti proponi di occuparti tu di cucinare la cena e apparecchiare.
- Il colpo di scena: dopo cena tu sei stanchissimo e noti che Partner non si muove per darti una mano a sparecchiare e lavare i piatti. Allora succede che gli dici Sei sempre il solito! Io mi spacco la schiena e tu non ti dai mai da fare!
- Il tornaconto: ecco che Partner risponde, ritirandosi o contrattacando, e si innesca un litigio in cui il focus non sono i piatti da sparecchiare e lavare.
Il gioco è concluso ed entrambi sentite una sensazione di spaesamento e solitudine che vi pare familiare.
PERCHÉ GIOCHIAMO SE CI FA STAR MALE?
Entrambi avete incassato il vostro "tornaconto" emotivo negativo, per cui avete confermato che "le relazioni sono difficili e complicate" e che "non potete fidarvi degli altri". In realtà, i giochi sono scorciatoie per ottenere quelle che in AT chiamiamo carezze: attenzioni e considerazioni alla nostra persona. Finiamo col preferire le carezze negative (come un litigio furioso) all'indifferenza oppure al mostrarci vulnerabili, perciò ci ingaggiamo inconsciamente in giochi che ci diano delle conferme (il tornaconto, appunto).
In questo modo, però, la coppia rimane ferma ad uno stadio infantile e non avviene quindi una comunicazione Adulto-Adulto.
QUALCHE SUGGERIMENTO PER USCIRE DAL GIOCO
Non temere, è possibile interrompere i giochi psicologici, ma serve attenzione e consapevolezza.
Chiediti qual è il tuo ruolo di partenza: sei spesso tu a proporti per dare una mano a Partner per risolvergli la vita? Oppure tendi ad aspettare che sia Partner a capire i tuoi bisogni e soddisfarli? Comprendere il proprio schema è il primissimo passo per disattivarlo.
Ciò che poi ti permetterà di costruire un dialogo più autentico con Partner sarà utilizzare una comunicazione aperta dei tuoi bisogni, attraverso domande e richieste che esprimano ciò che tu senti che sia buono per te. Se senti però che sei incastrato in questo circuito di gioco, posso accompagnarti nel lavoro necessario per disinnescare le bombe emotive ed esprimerti autenticamente con Partner.
Bibliografia:
- Berne, E. (2002). A che gioco giochiamo. Bompiani editore.
- Woolams, S., Brown, M. (2003). Analisi transazionale. Psicoterapia della persona e delle relazioni. Cittadella editrice.
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