Il dolore invisibile: elaborare un lutto quando il mondo intorno a te continua a correre

Pubblicato il 18 agosto 2026 alle ore 11:24

Attraversare la perdita di una persona cara è una delle esperienze più comuni, più umane che possiamo vivere, con tutto il dolore e la complessità che porta con sé. Eppure, affrontarla a venti o trent'anni assume una sfumatura di profonda solitudine e senso di vuoto, che spesso purtroppo rimangono inascoltati.

La società si aspetta che un giovane sia nel pieno delle sue energie, concentrato sugli studi, sulla carriera, sulla costruzione del proprio futuro; e nella frenesia di questo contesto, il dolore rischia di divenire invisibile e silenzioso. Per imparare come affrontare un lutto, in giovane età soprattutto, serve darsi il permesso di rallentare, nonostante il "timer sociale" spinga per andare avanti ed essere performanti, sempre produttivi.

LA FRATTURA DEL LEGAME 

Quando viene a mancare una persona a noi cara e che sentiamo vicina, come per esempio un genitore o un nonno, quello che si attiva in noi non è solo una reazione spontanea: il lutto è un vero e proprio processo, al quale serve tempo per esprimersi e svilupparsi.

In questo processo, avviene una frattura all'interno del legame profondo instaurato con quella persona, che implica il destabilizzarsi di certezze nel tempo costruite: il senso di sicurezza, di protezione e di appartenenza vengono meno. Con la scomparsa di una persona di riferimento, si riattivano dentro di noi paure ancestrali di abbandono e disorientamento, magari proprio in un periodo di vita in cui cerchiamo di capire chi siamo. 

IL DIRITTO DI SOFFRIRE: L'IMPORTANZA DEL PERMESSO EMOTIVO

Uno degli ostacoli più grandi all'elaborazione del lutto consiste nello sminuire il proprio dolore ed il proprio senso di smarrimento; ciò ha spesso l'obiettivo di "non pesare sugli altri", ma spesso è accampagnato dalla paura di crollare e non farcela. Tuttavia, la psicologia ci insegna è per cicatrizzare questa ferita è fondamentale passare in mezzo al proprio dolore, alla rabbia ed alla tristezza che proviamo. 

Non esistono scorciatoie o tappe standard: non vi è un percorso lineare e uguale per tutte le persone, poiché il processo di lutto è ondulatorio e può variare in base a tantissimi fattori, alcuni legati a risorse personali, altri dipendenti da situazioni di vita. Permettersi di vivere il pianto, le urla, il dolore è ciò che darà il via al rimarginarsi di quella ferita, senza che essa si trasformi in un blocco emotivo cronico.

INTEGRARE IL RICORDO: IL RUOLO DELL'ADULTO PRESENTE

Quando avremo permesso al nostro sentire di emergere, sarà nostra occasione accoglierlo e guidarlo all'interno di una nuova visione integrata della realtà. Elaborare il lutto, infatti, non significa dimenticare la persona mancata o ignorare il lutto stesso: significa imparare a ridefinire il legame.

In questo momento, è importante appellarsi al proprio Stato dell'Io Adulto, che interviene per riorganizzare la realtà presente, integrando il ricordo della persona che non c'è più con la propria vita presente. In questo modo, le esperienze ed il legame affettivo diverranno una risorsa interna permanente dentro di noi, una specie di bussola per il futuro. 

Se senti che questo carico è molto doloroso per te e ti spaventa affrontarlo, ricorda che puoi chiedere supporto: puoi contattarmi per dar voce a ciò che senti ed incamminarti nella tua elaborazione del lutto.


Bibliografia:

  • De Luca, M. L. (2023). Psicoterapia per il lutto. La grief and growth therapy: un approccio integrato in una cornice di analisi transazionale. Edizioni San Paolo.


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