Prendi il cellulare, apri i social e guardi: in pochi secondi sei sommersa dalle vite degli altri: c'è chi si laurea in tempi record, chi ha la relazione perfetta, c'è chi ha appena comprato la casa dei suoi sogni, chi viaggia verso luoghi esotici e splendidi... e tu rimani con una sensazione di pesantezza e inadeguatezza, mentre nella tua testa frulla un pensiero continuo: tutti ce la fanno, tranne me. Non sono in grado, sono indietro. Io non valgo abbastanza.
Se questa situazione ti è familiare, sappi che stai osservando il mondo - e la tua persona - con una lente distorta: in psicologia, in particolare nell'Analisi Transazionale, il modo in cui percepiamo noi stessi e gli altri lo chiamiamo posizione esistenziale. Si tratta di una sorta di "occhiale emotivo" attraverso il quale osserviamo il mondo per dare un senso a noi ed alle nostre relazioni; esistono quattro possibili posizioni, ma quando sviluppi una bassa autostima sei intrappolata in una dinamica ben precisa: io non sono OK, tu sei OK.
LA TRAPPOLA DEL IO NON SONO OK, TU SEI OK
Sei convinta quindi che le altre persone abbiano la formula segreta per la felicità ed il successo, mentre a te non è rimasto che qualche scarto ed incertezza. Il meccanismo, in modo semplificato, funziona così:
- Io non sono OK: sminuisci continuamente i tuoi successi, ti focalizzi solamente sui difetti, ti senti insicura ed inadeguata, pensi che prima o poi gli altri si accorgeranno che non vali niente e che sei un impostore.
- Tu sei OK: idealizzi le altre persone, pensi che Partner, amiche/i, colleghi/e siano forti, capaci, indipendenti, prive di dubbi e strutturate meglio di te.
Il problema in questa posizione è che senti di aver bisogno dell'approvazione degli altri e sei molto vulnerabile alle critiche esterne; temi di essere rifiutata e perciò tendi a compiacere e accetti compromessi dolorosi in amicizie o amori, pensando di non meritare di meglio.
DA DOVE VIENE QUESTA POSIZIONE
La posizione esistenziale non è innata, né dettata da biologia: piuttosto parla di scelte inconscie prese durante i primi anni dell'infanzia, che perdurano nel tempo e dettano il modo in cui viviamo e prendiamo tutte le altre decisioni della nostra vita.
Queste decisione le hai prese in infanzia, perché probabilmente erano la cosa migliore che potevi scegliere per adattarti all'ambiente in cui vivevi; perciò se l'unico modo per essere lodata era prendere sempre il migliore dei voti, oppure se le tue emozioni venivano spesso sminuite, ti sarai convinta che tu ed i tuoi bisogni non andavate bene (io non sono OK) e che invece le regole dei grandi erano sempre giuste (tu sei OK).
LA SVOLTA: IO SONO OK, TU SEI OK
La buona notizia è che è possibile modificarle e renderle più equilibrate e sane tramite la terapia: potrai assumere una posizione io sono OK, tu sei OK, iniziando dal ricordarti che non ha senso mettere a confronto il tuo "dietro le quinte", di cui conosci ogni momento difficile e ogni indecisione, col "palcoscenico" delle altre persone, di cui vedi solo ciò che viene deciso di mostrare (proprio come sui social). Ti potrai incamminare per riconoscere la parte di te maggiormente svalutante e imparerai a smussarla, utilizzando tono gentili e parole adatte a parlare con un amico, e un giorno sviluppare un dialogo interno positivo ed equilibrato!
Se senti che sei pronta a farti accompagnare in questo viaggio verso il sentirti OK, non esitare a contattarmi: ricevo a Verona (al Centro Allevia) e online!
Bibliografia:
- Stewart, I., Joines, V. (2000). L'analisi transazionale. Guida alla psicologia dei rapporti umani. Garzanti.
- Woolams, S., Brown, M. (2003). Analisi transazionale. Psicoterapia della persona e delle relazioni. Cittadella editrice.
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