Amicizie sbilanciate: sei l'amico che ascolta sempre o quello che chiede solamente?

Pubblicato il 28 luglio 2026 alle ore 10:48

Ti è mai capitato di chiudere una telefonata con un amico e sentirti completamente svuotato, o di tornare a casa dopo una serata ad ascoltare la tua migliore amica e sentirti insoddisfatta? Ci sono relazioni in cui lo scambio è asimmetrico: tu passi ore ad ascoltare i suoi drammi, ma quando tocca a te condividere un pezzo della tua vita, lo spazio si azzera, l'attenzione diminuisce e torna magicamente sull'altro/a.

Riconoscere una relazione asimmetrica non è sempre immediato, anzi: spesso giustifichiamo questa dinamica ricordandoci del momento difficile che sta passando l'altra persona o a causa del suo passato. Tuttavia, prendere consapevolezza di questo squilibrio è vitale: ti permette di capire che non stai coltivando pienamente un affetto, ma sei incastrato in una dinamica di frustrazione emotiva, dove il tuo bisogno non viene ascoltato.

AMICIZIE A SENSO UNICO

La prima cosa da fare è proprio cogliere che vi è un legame a senso unico e questo è possibile nel momento in cui porti attenzione al senso di invisibilità che senti quando sei con quella persona, che ha i riflettori puntati su di sé. Le relazioni amicali asimmetriche non sono sempre eclatanti: piuttosto, spesso succede che ti senti un semplice contenitore degli sfoghi di questa persona e che le tue gioie o preoccupazioni vengono dismesse velocemente. Riconoscere questo sbilanciamento è importante per smettere di minimizzare il tuo malessere in quella relazione, andando ad ammete una verità spesso scomoda: l'investimento relazionale non è reciproco.

Di fronte a queste amicizie a senso unico, cosa fare se non vederle per ciò che sono realmente?

LA FAME DI CAREZZE: PERCHÉ ACCETTIAMO LE BRICIOLE DI AFFETTO?

Utilizzando il lessico della psicologia dell'Analisi Transazionale, possiamo spiegare questa dinamica con la "fame di carezze": le carezze emotive sono le unità di riconoscimento sociale di cui tutti e tutte noi abbiamo bisogno per sopravvivere e stare bene. Quando una persona sente che la sua autostima è bassa all'interno delle relazioni, tende a sentirsi vulnerabile e per evitare di entrare nel vuoto della solitudine si accontenta di qualsiasi forma di attenzione che viene data. 

Si finisce così per accettare quelle briciole di attenzione e tempo che alcune persone concedono, andando però a sminuire la propria voglia di condivisione e reciprocità relazionale ed amicale, mettendo in secondo piano i propri bisogni e desideri ed assumendo una forma più passiva all'interno di quella relazione che tanto ci dà carezze - anche se queste sono negative!

RIDISEGNARE I CONFINI: COME RIPRENDERE IN MANO IL TUO VALORE

Modificare questa dinamica richiede coraggio e qualche tentativo, ma sicuramente metterci mano ti permetterà di vederti con uno sguardo diverso: più proattivo e capace di stare autenticamente nelle tue relazioni! 

Inizia col mettere qualche confine, o "paletto": ascolta ciò che succede dentro di te quando stai con i tuoi amici e amiche ed inizia a dire di no. Se non sarai tu il primo a darti ascolto, dare ascolto alle tue energie ed ai tuoi bisogni, non potrai nemmeno farti sentire dagli altri; forse scoprirai che alcune relazioni sono meno sbilanciate di quello che sembrano, se metterai i confini che senti ti servono. Altre persone scoprirai che non sono disponibili a stare ai tuoi tempi e non rispetteranno i tuoi confini: probabilmente quelle relazioni si reggevano solo sulla tua disponibilità all'altro e non viceversa. 

Ogni relazione ha le sue caratteristiche e certamente avrai molte occasioni per sperimentare con i tuoi confini, mettendo al centro (almeno qualche volta) quelli che sono i tuoi bisogni; e se ti servisse una mano per approfondire alcune dinamiche amicali che vivi, non esitare a contattarmi: ricevo a Verona (al Centro Allevia) e online. In bocca al lupo!


Bibliografia:

  • Stewart, I., Joines, V. (2000). L'analisi transazionale. Guida alla psicologia dei rapporti umani. Garzanti.
  • Woolams, S., Brown, M. (2003). Analisi transazionale. Psicoterapia della persona e delle relazioni. Cittadella editrice.


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